La precisione del professionista. I sentimenti e la passione dell’uomo. Il professionista che lavora dietro le quinte e sa che non può sbagliare niente perché la perfezione e la cura dei dettagli sono fondamentali quanto un gol oppure un rigore parato. Quando si alza il sipario, poi, l’uomo vive la partita trasportato dal tifo coinvolgente del popolo rossonero. Ha parlato in esclusiva per “Pan e balon” il Segretario del Sant’ Angelo: Giorgio Cipolla. 

 

1 - GIORGIO, RACCONTACI QUANDO SEI ARRIVATO AL SANT’ANGELO E DA CHI SEI STATO CONTATTATO PER ENTRARE A FAR PARTE DELLA SOCIETA’ ROSSONERA? 

E’ stata una casualità. Ero in parola con un’altra Società importante e siccome non mi avevano fatto sapere nulla, ho incontrato Enrico Barani e chiacchierando con lui, mi ha detto che aveva bisogno di un Segretario per il Sant’ Angelo. Immediatamente mi mise in contatto con Giuseppe Ferrari che mi ha confermato che avevano bisogno di una persona che gli potesse controllare la situazione dei tesseramenti, delle visite mediche, la gestione delle partite di campionato e delle amichevoli. Mi sono detto “Sant’ Angelo è una piazza importante” e non ho fatto fatica a dire “si”. Mi trovo molto bene, ormai è due anni e mezzo che sono qui, ed ho trovato un ambiente molto cordiale, con persone qualificate e simpatiche, e se devo fare un’analisi di questi due anni e mezzo devo ammettere che quest’ anno è cambiato molto. L’impegno è aumentato a dismisura perché con l’Eccellenza la gestione della prima squadra mi ha dato molto lavoro in più. Sto cercando, comunque, di gestire le pratiche della prima squadra ed anche del settore giovanile cercando di fare al meglio il mio mestiere. 

 

2 - IN QUALI ALTRE SOCIETA’ HAI LAVORATO NELLA TUA “CARRIERA” DA SEGRETARIO? 

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del calcio quando mio figlio ha iniziato a giocare nella Nuova Lodi. Sono partito tirando le righe del campo e lavando gli spogliatoi, lavori che reputo importantissimi e sono fiero di aver fatto. 
Con la Nuova Lodi mi sono “intortato” con la segreteria della F.I.G.C. ed ho cominciato a leggere i comunicati occupandomi anche dei tesseramenti. Mi piacque e la Nuova Lodi mi diede carta bianca sulla gestione di questi aspetti e quindi da lì posso dire di aver iniziato la mia carriera. Ho impostato il mio lavoro con delle prassi operative in modo tale da non incontrare difficoltà sia in Terza che in Eccellenza. E’ chiaro che il Sant’ Angelo è un livello molto più alto rispetto alla Nuova Lodi. 
Ho avuto un’esperienza anche al Real Academy, in Promozione, poi quando fecero la fusione con il Melegnano ho preferito staccarmi. In quel momento mi chiamarono Sancolombano, Fanfulla e Fissiraga ma, come ho detto prima, per una casualità mi sono incontrato con il Sant’ Angelo, che non mi aveva cercato, ed eccomi qui. 

 

3 - QUALI DIFFERENZE HAI TROVATO TRA LE SOCIETA’ IN CUI HAI LAVORATO PRIMA E IL SANT’ ANGELO? 

Il livello di professionalità è palpabile. La professionalità e la passione che c’è al Sant’Angelo credo che si avvicini moltissimo alle Società professionistiche. A livello gestionale utilizzo dei programmi già impostati, che mi aiutano nel mio lavoro. Come detto prima ho un mio metodo di lavoro che, comunque, utilizzerei in qualsiasi Società. 

 

4 - LA CONOSCENZA DI REGOLAMENTI, NORMATIVE E DI TUTTI GLI ASPETTI LEGATI ALLA BUROCRAZIA DEL CALCIO E’ IMPORTANTE NEL TUO RUOLO? 

E’ fondamentale. E’ importantissimo non farsi sfuggire la variazione di orario di una gara, oppure il cambio di campo di una partita, la verifica puntuale delle squalifiche. Io menziono sempre una frase che disse il presidente della F.I.G.C. , Tavecchio, ad una riunione a cui ho preso parte cinque anni fa: “Un dirigente competente non farà vincere una partita alla sua squadra perché non va in campo, ma di sicuro non gliela fa perdere”. Secondo me un bravo dirigente deve conoscere tutte le sfaccettature di questo ruolo. E’ un lavoro importante però come dico sempre “potresti fare novantanove cose giuste buone e nessuno se ne accorge. Ne fai una sbagliata e te ne assumi le responsabilità”. Se perdi una partita a tavolino 3-0 perché hai fatto giocare un giocatore squalificato o perché hai sbagliato orario, la colpa ricade subito sul segretario che è quello che dovrebbe gestire gli aspetti burocratici di una Società. 

 

5 - QUANDO C’E’ LA PARTITA LA DOMENICA AVVERTI UN PO’ DI TENSIONE, COME FOSSI UN CALCIATORE O UN ALLENATORE, OPPURE SEI PIU’ TRANQUILLO VISTO CHE IL TUO RUOLO NON IMPLICA UN COINVOLGIMENTO DIRETTO PER QUANTO RIGUARDA IL CALCIO GIOCATO? 

Diciamo che una volta terminato il mio compito di preparazione della distinta ed impostazione dei cartellini da consegnare all’arbitro mi godo in maniera più rilassata la partita, anche se devo ammettere che un po’ di tensione c’è.    

 

6 - NON SEI NE’ NATIO NE’ RESIDENTE A SANT’ ANGELO MA HAI IMPARATO A CONOSCERE QUESTA REALTA’ SPORTIVA NEL CORSO DELLA TUA ESPERIENZA IN ROSSONERO. DAL TUO PUNTO DI VISTA IN COSA “SANT’ ANGELO HA QUALCOSA IN PIU’ DEGLI ALTRI?” 

Il calore dei tifosi. La passione della gente. Ho partecipato a parecchie trasferte e vedo gente che viene con il pullman o con le macchine private. E’ bello perché c’è folklore, c’è tifo. Non vedi la partita da amorfo perché vedi una partita che ti eccita, dove il pubblico ti scalda e scalda anche i giocatori in campo. E’ questo il valore aggiunto del Sant’ Angelo. Penso, da Lodigiano, che solo Sant’Angelo abbia questo pubblico. Qui è un altro pianeta e credo che il Lombardia non ci siano Società di questo livello, lo dico serenamente. La curva, il tifo, il saluto finale: non li ho mai visti da nessun’altra parte. 

 

7 - NELLE PRECEDENTI INTERVISTE ABBIAMO CHIESTO AI NOSTRI OSPITI DI DIRCI QUALI ERANO I LORO SOGNI PER IL FUTURO DEL SANT’ ANGELO. CHIEDIAMO ANCHE A TE, IN CONCLUSIONE DI INTERVISTA, SE HAI UN DESIDERIO CHE IN PARTICOLARE TI PIACEREBBE VEDERE REALIZZATO PER IL FUTURO DEL SANT’ ANGELO? 

Io vedo che c’è l’ambiente molto carico e che ha voglia di crescere, di salire. Io lavoro affinchè il mio contributo, consenta al Sant’ Angelo di crescere per andare nei professionisti. Dovesse succedere realizzerei anche un mio personale sogno che è quello, un giorno, quando sarò in pensione, di potermi dedicare quotidianamente ad una società di calcio professionistico. Non dovesse succedere tornerò nella “mia” Nuova Lodi, dove ho lasciato il cuore, e conto di finire lì la mia carriera.

 

La società rigrazia il collaboratore Marco Cella per l'intervista

 

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