Serietà e coerenza come capi saldi di un sistema organizzato. “Far corrispondere le parole ai fatti” il mantra da seguire per offrire ai ragazzi e alle famiglie un’ offerta sportiva completa e che miri alla crescita prima dell’ uomo e poi del calciatore. La ripartenza difficile dopo il fallimento e la conquista delle categorie regionali, l’esordio in prima squadra di Casali e il sogno di realizzare un centro sportivo all’ avanguardia. Questo e tanto altro nell’ intervista rilasciata in esclusiva a “Pan e Balon” da Roberto Tarlocco, responsabile del settore giovanile del Sant’Angelo. 

 

1 - ROBERTO, COME SEI ARRIVATO A DIVENTARE  “RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE” DEL SANT’ANGELO? 

Cinque anni fa insieme ad altri dieci soci abbiamo deciso di rifondare la società dopo il fallimento. Il primo anno, essendo uno dei soci fondatori, mi sono occupato un po’ di tutto: dalla segreteria alla tesoreria però avevamo scoperta una posizione per quanto riguardava il settore giovanile. A partire dal secondo anno mi sono preso questa incombenza e da quattro anni a questa parte ricopro questo ruolo che all’ inizio mi ha impegnato parecchio e poi è diventato una passione sempre più importante. Mi sono appassionato ai ragazzi e da quel momento tutte le mie forze si sono concentrate sul settore giovanile. Attualmente condivido questa responsabilità con Pierangelo Vaccari, consigliere della società con delega al settore giovanile. 

 

2 - E’ UN’ ESPERIENZA CHE TI GRATIFICA?

E’ un’ esperienza molto gratificante perché ho a che fare con ragazzi molto giovani. Seguo dall’ attività di base, partendo dal primo anno di esordienti, fino alla categoria allievi e, ripeto, è un’ attività molto gratificante perché oltre all’ aspetto puramente sportivo, calcistico, credo tanto nell’ insegnamento dell’ educazione cerco di accompagnare i ragazzi nella loro crescita verso un futuro da adulti .

 

3 - E’ STATO DIFFICILE RICOSTRUIRE IL VIVAIO ROSSONERO RIPARTENDO DALLE CENERI DEL FALLIMENTO?

E’ stato molto difficile perché quando c’è un fallimento si verificano situazioni di forte difficoltà. A persone e famiglie che hanno creduto in una società viene a mancare la società stessa, che sparisce da un giorno con l’altro. E’ stato molto difficile riconquistare credibilità ma io penso, però, che la credibilità si riconquista avendo una coerenza e una continuità di persone che lavorano all’ interno del settore giovanile. Per le famiglie e per i ragazzi c’è bisogno di persone affidabili e credibili. 
Abbiamo cercato di far corrispondere le parole ai fatti, facendo sì che i programmi che abbiamo pensato per il settore giovanile fossero mantenuti. 

 

4 - QUANTE SQUADRE CONTA ATTUALMENTE IL SETTORE GIOVANILE?

Attualmente il settore giovanile consta di tre squadre dell’ attività di base, una squadra di 2008 e due squadre di 2007, e quattro squadre dell’ attività agonistica: giovanissimi Under 14, giovanissimi Under 15, allievi Under 16 e allievi Under 17. Sette squadre che compongono il settore giovanile in aggiunta, ovviamente, alla juniores ed alla prima squadra. 

 

5 - C’E’ UNA FILOSOFIA COMUNE CON LA QUALE LAVORANO GLI ALLENATORI ALL’ INTERNO DEL SETTORE GIOVANILE?

Ogni società che vuole fare un lavoro credibile e serio deve puntare ad avere una filosofia comune per quanto riguarda metodo di allenamento e approccio in campo. E’ una delle cose più difficili da fare ma noi, già dalla scorsa stagione, abbiamo un coordinatore tecnico, Carlo Piraino, che segue lo sviluppo di tutte le squadre del settore giovanile. Carlo ha una grandissima esperienza tecnica e sul campo pertanto con lui ci troviamo almeno una volta al mese, insieme a tutti i tecnici del settore giovanile, e delineiamo i programmi ed i progetti per tutto il vivaio. 

 

6 - COME EFFETTUATE LO SCOUTING DEI NUOVI TALENTI E QUALI CARATTERISTICHE CERCATE IN UN GIOVANE CALCIATORE ? 

Al momento non abbiamo ancora uno staff di scouting ben definito ma tutti noi che facciamo parte del settore giovanile abbiamo una rete di conoscenze e osservatori che si muovo sul territorio per visionare i profili migliori per quanto riguarda la nostra società. Per quanto riguarda le caratteristiche che cerchiamo nei ragazzi da integrare nelle nostre rose prima ancora di guardare a un discorso tecnico cerchiamo ragazzi che abbiamo tra le loro virtù la serietà, la voglia di allenarsi con tanta passione e l’educazione. Per noi è importante anche che il percorso scolastico dei ragazzi sia positivo anche perché così i nostri tecnici possono lavorare bene in settimana con dei ragazzi che hanno un approccio sia sportivo che di vita ottimale. 

 

7 - IL VICE PRESIDENTE GAELI HA PARLATO DI VOLER PORTARE I RAGAZZI DEL SETTORE GIOVANILE IN PRIMA SQUADRA COME AVVENIVA NEGLI ANNI DELLA SERIE C MENTRE L’ALTRO VICE PRESIDENTE, MARINONI, SI E’ AUGURATO DI POTER DIRE “UN RAGAZZO DEL SETTORE GIOVANILE HA ESORDITO IN PRIMA SQUADRA”. QUANTO E’ IMPORTANTE AVERE UNA SOCIETA’ IN CUI TUTTI PERSEGUONO L’OBIETTIVO DI AVERE UN SETTORE GIOVANILE CHE PORTI I SUOI FRUTTI ALLA PRIMA SQUADRA? 

Importantissimo, fondamentale. Arrivo da un passato da tifoso della prima squadra e non ho un’ esperienza specifica per quanto riguarda il settore giovanile ma ho capito la politica di creare un vivaio che sia un serbatoio per la prima squadra, in qualunque categoria essa si collochi, è fondamentale per non aver la necessità di andare a cercare i ragazzi “a destra e a manca”. Naturalmente se qualcuno dei nostri ragazzi può fare di più ed arrivare ad esordire nelle società professionistiche noi siamo i primi ad essere contenti. 

 

8 - NELL’ ULTIMA PARTITA DI CAMPIONATO HA ESORDITO CON LA PRIMA SQUADRA, IN ECCELLENZA, UN PRODOTTO DEL SETTORE GIOVANILE, IL CLASSE 2003 JAN CASALI. PER TE, CHE DA ANNI SEGUI LA CRESCITA DEL VIVAIO, DEVE ESSERE STATA UNA GRANDE SODDISFAZIONE.

E’ stata una soddisfazione immensa perché l’esordio di un nostro giovane in prima squadra è l’obiettivo che inseguiamo fin dal primo giorno in cui ci siamo messi a lavorare. Devo dire che l’emozione che aveva il ragazzo è la stessa nostra emozione anche perché abbiamo seguito in maniera particolare la crescita che ha avuto Jan da quando è arrivato nel primo anno di giovanissimi. Arrivava, insieme ad altri tre ragazzi, dall’ Accademia Pavese e, ripeto, ne abbiamo seguito la crescita nel corso degli anni e vederlo esordire è stata un’ emozione fortissima.

 

9 - CI SONO ALTRI GIOVANI PROMETTENTI DEL SETTORE GIOVANILE CHE PENSI POSSANO PRESTO ESORDIRE TRA I GRANDI?

Sicuramente noi abbiamo diversi ragazzi interessanti. Stiamo seguendo la loro crescita cercando di metterli in condizione di esordire in prima squadra. Non voglio fare nomi per non fare dei torti a nessuno ma ci sono diversi ragazzi che hanno una prospettiva di crescita molto interessante.

 

10 - HAI UN DESIDERIO, QUALCOSA CHE VORRESTI REALIZZARE, PER IL FUTURO DEL SETTORE GIOVANILE? 

Quello che abbiamo fatto è sinceramente già tanto. Il Sant’ Angelo non ha mai avuto tutte le categorie dell’ agonistica iscritte ai campionati regionali. Quando abbiamo iniziato quattro anni fa non ci aspettavamo una crescita così esponenziale: siamo partiti il primo anno con un gruppetto di ragazzi che erano rimasti nonostante il fallimento mentre adesso arriviamo a circa 200 tesserati. Il sogno è quello di dare ai ragazzi una struttura di allenamento idonea che consenta di avere una crescita continua, giorno dopo giorno. Con istruttori e allenatori abbiamo fatto un salto di qualità importante ma il sogno più grande che ho è avere un centro di allenamento all’ avanguardia e spero, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, di riuscire a realizzare nei prossimi anni un campo sintetico da utilizzare per gli allenamenti di tutto il settore giovanile. 

 

La società ringrazia il collaboratore Marco Cella per l'intervista.

 

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