Passionale. Sincero. Puro. E con un amore sconfinato per il Sant’ Angelo. E’ stato uno degli artefici della rinascita della società dalle ceneri del fallimento. Ha sofferto e allo stesso tempo gioito nella cavalcata dalla terza categoria all’ Eccellenza. Ha saputo dividere la sua anima di tifoso da quella di dirigente perché “all’ interno di una società non ci sono solo i risultati ma è importante anche lavorare bene”. Ha parlato a cuore aperto Matteo Marinoni, vice presidente esecutivo del Sant’Angelo, e ha rilasciato una bellissima intervista per la rubrica “Pan e balon” !


1 - CINQUE ANNI FA, DOPO IL FALLIMENTO DEL VECCHIO SANT’ ANGELO, SEI STATO UNO DEI PRIMI A METTERSI A DISPOSIZIONE PER RIFONDARE LA SOCIETA’. COSA TI SPINSE, AL TEMPO, A FARE QUELLA SCELTA?
Ci siamo riuniti al “Bar del Ponte” io, Giuseppe Ferrari, Mauro Faversani, Gino Cremascoli, Roberto Tarlocco, Luigi Rusconi, Giampiero Servida, Massimo Bergoli, Angelo Oldani e mio fratello, Giuseppe Marinoni, e ci siamo detti “Cosa facciamo? Il Sant’ Angelo non c’è piu. Ricominciamo? ”.  Immediatamente tutti ci siamo dati un “cinque” con le mani e abbiamo detto “Ricominciamo, va bene!”. Siamo ripartiti dalla terza categoria ed è stata molto dura perché venivamo da un fallimento. Piano piano, con gli anni, la gente ci ha dato fiducia e siamo arrivati ad avere oggi ben 65 sponsor che per noi è un record dato che, quando siamo nati, eravamo in 10. Siamo andati a spiegare il nostro programma alle persone e gli sponsor ci hanno dato fiducia: abbiamo iniziato così la scalata dalla terza categoria, dove abbiamo ottenuto 26 vittorie in 26 partite, per arrivare ad oggi, in Eccellenza, dove il sogno continua. Negli anni hanno lasciato la società diversi consiglieri ma io e Tarlocco siamo rimasti perché è dura fare a meno del Sant’ Angelo.

2 - IL SANT’ ANGELO HA GIOCATO SUI CAMPI DELLA TERZA E DELLA PRIMA CATEGORIA, HA VISSUTE DELLE STAGIONI IN PROMOZIONE E ADESSO SI STA GIOCANDO LE SUE CARTE NELLA MASSIMA CATEGORIA REGIONALE, L’ECCELLENZA. DI STRADA, DA ALLORA, NE E’ STATA FATTA TANTA. C’E’ UN MOMENTO, LUNGO QUESTO CAMMINO, CHE RICORDI CON PARTICOLARE AFFETTO?
Io ricordo il record che abbiamo fatto, anche se è stato in terza categoria per me è stato il “record dei record”, con le 26 vittorie in 26 partite. Per me è stata quella l’emozione più grande perché tutte le squadre che giocavano contro il Sant’ Angelo non davano il 100% ma il 110% e quindi era sempre più difficile vincere e sappiamo tutti che la parola “vincere” è pesante. Arrivare a vincere tutte le partite, compresa la finale tra le due squadre vincenti dei gironi di terza categoria, quindi le vittorie sono 27 in 27 partite, è stata la più grande emozione da cinque anni a questa parte.
Per farvi capire cosa ha significato giocare su certi campi mi viene in mente l’esempio di Quartiano, dove giocavamo su un campo che era stato rigato con il gesso in polvere della scuola! Eravamo all’ oratorio e le righe, dato che era piovuto e c’era il campo veramente pesante, erano state fatte con il gesso. Ricordo che c’era la riga veramente spessa e un giocatore nostro ci è caduto dentro rialzandosi completamente bianco, nonostante vestisse il completo rosso e nero.

3 - E’ NORMALE CHE CI SIANO STATI ANCHE MOMENTI DIFFICILI. UNO DI QUESTI, FORSE, E’ TUTTA LA STAGIONE 2017/2018, IN PROMOZIONE, PARTITA CON LE CONTESTAZIONI PER LA CAMPAGNA ACQUISTI E TERMINATA CON LA SALVEZZA AI PLAY OUT CONTRO IL CASALMAIOCCO. QUANTO SIETE STATI VICINI, COME DIRIGENZA, A MOLLARE TUTTO E PORRE PROBABILMENTE LA PAROLA FINE SULLA STORIA DEL CALCIO A SANT’ ANGELO ?
Nei miei anni da dirigente quella è stata la stagione peggiore perché eravamo partiti con un obiettivo e ne abbiamo rischiato uno veramente brutto: la retrocessione. Per motivi di lavoro aveva lasciato l’allora Direttore Sportivo, Faversani, e ci eravamo affidati a Garini come direttore e a Chitti come allenatore. E’ stato un anno storto perché abbiamo avuto veramente tanti infortuni a giocatori importanti come Dellagiovanna, Foresta, Fondrini e Fucarino e con il prosieguo della stagione non venendo i risultati sono arrivate giustamente le contestazioni. Sono venuti a mancare, inoltre, anche degli sponsor che ci avevano fatto delle promesse che poi non sono state mantenute e gestire un campionato di Promozione così è stato veramente difficile. Avevamo cambiato anche l’allenatore prendendo mister Solimeno, che ringrazierò sempre, facendo un girone di ritorno quasi da record che ci ha consentito di raggiungere la salvezza.
Ricordo, poi, che avevamo fatto un comunicato per dire alla piazza “Noi ci siamo e ci saremo ma abbiamo bisogno di qualcuno che venga a darci una mano!”. E’ arrivato una grande persona, Luca Gaeli, che ci ha tirato su dalle macerie. Volevamo fare un campionato di Promozione per vincerlo ma servivano investimenti che con Luca, che ringrazio, sono arrivati. Da lì siamo ripartiti con una nuova gestione e abbiamo fatto subito bene, ottenendo i risultati che volevamo, e anche l’ambiente è tornato sereno.

4 - SEI MEMBRO DI UNA DELLE FAMIGLIE PIU’ RAPPRESENTATIVE DI SANT’ ANGELO E, CON IL TUO RUOLO DI VICE PRESIDENTE ESECUTIVO, SEI UNA DELLE FIGURE PIU’ IMPORTANTI ALL’ INTERNO DELLA SOCIETA’. E’ DIFFICILE ESSERE “PROFETA IN PATRIA”, ESSENDO MOLTO CONOSCIUTO IN PAESE, OPPURE QUESTO FATTO DI ESSERE UN DIRIGENTE BARASINO ALL’ INTERNO DEL SANT’ANGELO NON TI PESA IN ALCUN MODO?
Ti dico la verità. Vivendola da vice presidente di questa gloriosa società capisco tanti aspetti che, prima da tifoso, non coglievo. All’ interno di una società non ci sono solo i risultati ma è importante anche lavorare bene facendo investimenti, soprattutto sul settore giovanile che ci sta dando tanti frutti. Vivendo da dirigente capisci che se investi e se dai tutto i risultati prima o poi vengono. Quest’ anno è arrivato il nuovo presidente, Rino Balzano, e io sono stato uno degli artefici del suo arrivo a Sant’ Angelo. Nel dicembre 2018 siamo andati a fare l’amichevole contro il Brugherio e io gli dissi “Presidente vieni al Sant’ Angelo. Vedrai che ti diverti!” e a marzo di quest’ anno, con l’ausilio del nostro ex direttore Scognamiglio, siamo riusciti a convincerlo a venire a Sant’ Angelo. Stiamo cercando di fare ulteriori innesti nell’ organigramma, assegnando a ognuno il proprio ruolo, per continuare a crescere. Abbiamo inserito la figura dell’ addetto stampa, Andrea Ravarelli, del Direttore Tecnico, Alberto Colombo, e nello staff di mister Curti c’è anche un mental coach. Sono tutte cose che sto vivendo all’ interno della società e che voglio trasmettere anche fuori dicendo alla gente di sostenerci.

5 - SPESSO, DURANTE LE PARTITE IN CASA, SEGUI LE PARTITE DA DIETRO LE PANCHINE E L’IMPRESSIONE E’ QUELLA DI VEDERE UN LEONE IN GABBIA. QUANTO E’ DIFFICILE DA VICE PRESIDENTE CONTROLLARE IL TIFOSO INNAMORATO DEL SANT’ANGELO CHE E’ IN TE?  
E’ difficile perché io la domenica mi trasformo mentre durante la settimana sono tranquillissimo. Mi trasformo nel modo buono, quello sportivo, perché sento la partita e non vedo l’ora che gioca il “mio” Sant’ Angelo. Lo seguo sempre, sia in casa che in trasferta. Vado vicino alle panchine perché vorrei essere sempre in campo. Sono stato anche in panchina qualche volta e non è facile controllarsi: ci tengo, me la prendo e voglio che tutti diano il massimo. Se sto in tribuna mi sentono tutti urlare allora è meglio che stia vicino alle panchine così la gente mi sente un po' di meno!

6 - SEI STATO UNO DEGLI IDEATORI DEL TORNEO “ACERBI” CHE DALLA PROSSIMA EDIZIONE VEDRA’ RICORDATO ANCHE PEPPINO PISATI CHE E’ STATO UNA FIGURA IMPORTANTISSIMA NELLA STORIA DEL SANT’ ANGELO E NON SOLO. QUANTO E’ IMPORTANTE, SECONDO TE, ONORARE LA MEMORIA DEI MITI DI QUESTA SOCIETA’ AFFINCHE’ LA LEGGENDA ROSSONERA SIA TRAMANDATA NEL TEMPO?
Tre anni fa ho inventato il memorial “Aldo Acerbi” e anche grazie a Fanfulla e Sancolombano questo torneo sta andando avanti. Quest’ anno è venuto a mancare l’indimenticabile “Maestro” Peppino Pisati e subito, insieme, Sant’ Angelo, Fanfulla e Sancolombano hanno voluto ricordare questa persona. Quest’ anno il torneo si giocava a Sancolombano e gli è stata dedicata una targa proprio dal Sancolombano Calcio.
Acerbi e Pisati sono persone che non si possono dimenticare perché hanno fatto tanto per il Sant’ Angelo. Con Acerbi mi viene in mente il grande calcio di quegli anni e il fatto che, proprio Acerbi, è stato eletto il calciatore del secolo nella serata del centenario del Sant’ Angelo mentre il “Maestro” Pisati ha dato tanto al Sant’ Angelo sia come massaggiatore che come dirigente. Sono persone che andranno sempre ricordate.

7 - IL PRIMO QUINQUENNIO E’ ORMAI ALLE SPALLE. NON IMPORTA SE LO CONFESSI DA DIRIGENTE O DA TIFOSO MA, IN CONCLUSIONE DI INTERVISTA, TI SENTI DI DIRE QUAL E’ IL TUO SOGNO PER IL FUTURO DEL SANT’ ANGELO ?
Il sogno è lavorare bene e che all’ interno della nostra società ci siano tutte le cose a posto. I risultati arriveranno. Le parole d’ordine saranno lavorare e costruire perché, secondo me, il settore giovanile è quello che ci darà le maggiori sorprese in futuro. Per costruire un settore giovanile ci vogliono anni e ci piacerebbe vedere in prima squadra i ragazzi del nostro settore giovanile. Faccio l’esempio di Pascali che dal nostro settore giovanile è riuscito ad esordire in prima squadra dando il via ad una carriera nei professionisti tra la serie C italiana e la serie A scozzese. L’ augurio che mi faccio, quindi, è di poter dire “un ragazzo del settore giovanile ha esordito in prima squadra”.

 

La società ringrazia il collaboratore Marco Cella per l'intervista.

 

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