Fedele al suo stile pacato ma deciso Mario Scietti è il primo mattone posato dalla dirigenza barasina per cercare di costruire un Sant’ Angelo solido ed efficace. Idee chiare per il capitano: fare le cose fatte bene per conquistare un pubblico che merita palcoscenici all’ altezza del blasone e delle ambizioni di una delle società più gloriose del calcio lombardo. Ecco l’intervista concessa dal capitano rossonero al sito ufficiale dell’ A.S.D. Sant’ Angelo.


1 - MARIO SEI STATO IL PRIMO CALCIATORE CHE LA SOCIETA’ HA VOLUTO CONFERMARE DELLA PASSATA STAGIONE. QUANTO HA INCISO SULLA TUA DECISIONE LA FERMA VOLONTA’ DELLA DIRIGENZA DI RIPARTIRE DAL SUO CAPITANO PER IL 2020/2021? 

Ho sentito tanta fiducia da parte della società ed è stata una cosa fondamentale. Quando hai gente che ti fa sentire importante sicuramente è il primo fattore determinante per farti rimanere in una piazza. Poi l’arrivo del direttore Cortelazzi ha inciso tanto. Io lo conoscevo da allenatore e in questo nuovo ruolo mi è sembrato una persona molto determinata e sicura di quello che fa. Restare al Sant’ Angelo non mi ha pesato assolutamente perché il calore della piazza lo sanno tutti com’è e questo è un altro fattore importante. Ovviamente ha pesato anche l’idea di costruire una squadra per provare a fare un campionato di vertice. 

 


2 - LA SCORSA STAGIONE E’ STATA MOLTO PARTICOLARE: LA PARTENZA CON UN PROGETTO AMBIZIOSO POI NON ANDATO A BUON FINE. IL CAMBIO DI ROTTA CON L’ ARRIVO DEL NUOVO MISTER E LO STOP IMPROVVISO CAUSATO DAL CORONAVIRUS. QUALI SONO LE TUE SENSAZIONI E I TUOI OBIETTIVI PER IL NUOVO ANNO CALCISTICO?

Dovremo fare una partenza diversa rispetto a quella dello scorso anno. Siamo partiti male e poi dopo è stata sempre una rincorsa continua e rincorrere non è mai facile. Bisogna iniziare con un piglio diverso per cercare di fare un campionato di vertice tutta la stagione. 
Lo scorso anno purtroppo il coronavirus ha bloccato tutto. Avevamo chiuso con una vittoria molto importante e convincente contro la Luisiana che ci proiettava verso un finale di campionato diverso rispetto all’ inizio. Ero sicuro che ce l’avremmo fatta a centrare i play off perché eravamo in fiducia e ci eravamo conosciuti meglio tutti.  Purtroppo poi c’è stato il virus e il calcio è passato in secondo piano. Quest’ anno sicuramente l’obiettivo è sbagliare il meno possibile per cercare di fare un campionato di vertice dall’ inizio alla fine.   

 


3 - NEL PROSSIMO CAMPIONATO DI ECCELLENZA POTREBBE ESSERCI LA POSSIBILITA’ CHE VENGA FORMATO UN GIRONE CON LA PRESENZA CONTEMPORANEA DI SANT’ ANGELO, SANCOLOMBANO, CODOGNO, CITTA’ DI SAN GIULIANO E MAGARI ANCHE IL PAVIA. DANDO UNO SGUARDO AL FUTURO PREFERIRESTI UN GIRONE PIU’ “TRANQUILLO” OPPURE POTREBBE ESSERE UNO STIMOLO ULTERIORE CERCARE DI PRIMEGGIARE IN UN CAMPIONATO CON COSI’ TANTI DERBY? 

Mi auguro di trovarle tutte. Per un giocatore scendere in campo in quelle partite è una delle cose più belle: giocare un derby, una partita importante e sentita dalla piazza, per un giocatore è veramente una delle cose più belle che ci può essere. 

 


4 - NEL CORSO DELLA TUA CARRIERA HAI GIOCATO TRA I PROFESSIONISTI IN PIAZZE IMPORTANTI COME VARESE, PIZZIGHETTONE E PERGOLETTESE. SECONDO TE SANT’ ANGELO HA LE POTENZIALITA’ PER POTER TORNARE, UN DOMANI, A GIOCARE IN SERIE C? 

Sicuramente si. Come piazza le potenzialità le ha già adesso. L’ anno scorso non c’è stato quel calore che mi aspettavo e che vedevo quando sono venuto a guardare il Sant’ Angelo allo stadio. E’ stata colpa nostra perché sono i risultati che portano gente allo stadio e i risultati non ci sono stati: non si è creato quel feeling con la piazza che ci deve essere. Per me se si fanno le cose fatte bene, e sicuramente sarà così, arriveranno i risultati che porteranno tanta gente allo stadio. E questo è un fattore in più che ti spinge ad andare oltre. Sant’ Angelo si merita altre categorie molto diverse dall’ Eccellenza. 

 


5 - UN TUO DESIDERIO PER LA NUOVA STAGIONE CON IL SANT’ ANGELO ED UN SALUTO PER TUTTI I TIFOSI ROSSONERI

Il mio desiderio è quello di vincere il campionato. E’ il mio sogno, il sogno dei tifosi. Ne approfitto per salutare tutti i tifosi: mi raccomando seguiteci e venite allo stadio ad incitarci: ne abbiamo bisogno!

 

 

 

 

 

Grazie al nuovo collaboratore dell'ufficio stampa Marco Cella per l'intervista.

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