1) Da un punto di vista organizzativo.. come si mettono insieme diverse teste e come avviene un processo decisionale in società ?

Più teste si mettono d’accordo parlandosi chiaro. Da quando è iniziata la gestione cinque anni fa,  la base fondamentale dello stare insieme era quello di condividere tutte le problematiche di gestione, valutarle e decidere insieme le soluzioni. Sotto questo punto di vista mi sono sempre trovato in maniera ottimale. Viaggiamo ad una media di un Consiglio direttivo ogni 15 giorni, quindi ci incontriamo , discutiamo e parliamo sovente per tirare delle conclusioni e individuare delle direttive da tracciare. Anche se può sembrare arduo, con i miei soci mi sono sempre trovato bene. Ci sono stati dei problemi di percorso perché gestire una società calcistica per gente come noi che lo fa per passione, per l’amore del Sant’Angelo, e ha una competenza limitata, non è sempre semplice, ma il buon senso ha sempre vinto su tutto. Mai ho trovato nel mio percorso una persona che volesse erigersi protagonista o che abbia voluto fare il proprio interesse personale anteponendolo a quello societario, e ben poche questioni hanno dovuto essere portate al voto in Consiglio, trovando sempre consensi all’unanimità. Siamo gente di buon senso, dobbiamo fare il bene della squadra e risolvere i problemi nel migliore dei modi. 

Sono soddisfatto perché lo zoccolo duro societario che ha iniziato cinque anni fa è rimasto lo stesso, chi più chi meno per esigenze diverse. La passione e l’impegno non sono di certo diminuiti.

 

2) Finanziariamente parlando.. la società attuale è in grado di far fronte a campionati di categorie maggiori o necessita di nuove entrate ?

Quella dell’autonomia finanziaria è sempre il modus operandi di tutti gli anni. Partiamo sempre con un budget che ci permette di coprire le spese di tutto l’anno, poi ci si accorge in corso d’opera di avere costruito un buon gruppo e di poter fare il salto di categoria, come quest’anno. E’ logico che se hai un budget che permette ad una squadra di vincere ed essere promossa, si riesce l’anno successo a competere nella categoria superiore, considerando un anno di assestamento, senza grosse pretese. L’incognita più grossa è non riuscire anticipatamente a capire che caratura di squadra hai e come si metterà la stagione. Un eventuale salto in eccellenza comporta una crescita delle spese, non solo del monte ingaggi dei rimborsi della squadra, ma maggiori costi di gestione della categoria stessa. Per questo un eventuale ingresso di nuovi soci è ben accetto; non abbiamo mai precluso a nessuno l’ingresso in società, lo stesso arrivo di Gaeli che si è inserito con una quota di maggioranza relativa ha permesso di affrontare la stagione con un budget superiore e ha dato la possibilità di costruire una squadra di caratura più alta con ambizioni maggiori.

Per ora stiamo lavorando in una direzione chiara: allargare il budget attraverso l’introduzione di nuovi sponsor. Stiamo parlando con realtà importanti in previsione futura, di più non posso dire.

Stiamo mettendo tutte le energie possibili ed immaginabili per salire di categoria, lo dimostra il mercato estivo, quello invernale, e i progetti che stiamo intraprendendo. Poi non c’è nulla di scontato , magari non ci riusciremo, ma abbiamo fatto di tutto per arrivare in questo periodo della stagione nel miglior modo possibile.

 

3) Come sono cambiati quest’anno i rapporti tra la società e i tifosi ?

Il primo giorno di ritiro ho detto alla squadra che avevano la fortuna di essere accolti con tutti i favori possibili ed immaginabili, cosa che l’anno scorso non era stata possibile, vuoi per errori dirigenziali, vuoi per una campagna acquisti dettata dal ridotto budget economico e per uno scetticismo intorno alla squadra che è andato aumentando nel corso della stagione vedendo i risultati stentare. Purtroppo è stata una stagione che ci ha visti in grave difficolta, salvandoci soltanto ai play out.

Quest’anno non vogliono nemmeno trascurare l’entrata in consiglio di Gaeli, già presidente con successi alle spalle, che ha fatto cambiare l’umore dei tifosi e la successiva campagna acquisti di livello che ha sottolineato questa svolta societaria, ha fatto crescere l’entusiasmo e l’avvicinamento dei tifosi alla squadra che, visto il mio dialogo con i ragazzi e la mia presenza nello lo spogliatoio, è per loro di vitale importanza. E lo sarà sempre di più da qui alla fine della stagione visto che noi, come loro, si augurano questo salto di categoria.

 

4) Quanto è importante il Settore Giovanile e il suo funzionamento è coadiuvato anche da membri della Prima squadra?

Non entro nel merito dell’organizzazione del Settore Giovanile visto che è materialmente e umanamente  diverso e separato dalla Juniores e dalla Prima Squadra , posso solo dire che è un asse fondamentale della società di cui mi faccio portavoce. 

I responsabili tecnici sono separati, e qui ringrazio l’impressionante lavoro svolto in questi anni da Tarlocco,  a livello generale invece nella maniera più assoluta posso garantire che in questa società vale il 50% Prima squadra e juniores e 50% il settore giovanile. Come importanza all’interno si equiparano, poi è logico che a livello finanziario ed economico i ‘’grandi’’ abbiano un peso maggiore sui conti societari rispetto al settore giovanile; ma a livello strategico, per quello che è il mio ruolo, vedere due squadre di Allievi che vincono il campionato, l’unica squadra regionale che aveva come obiettivo una salvezza compromessa mesi fa, e sta riuscendo in un’impresa, per me questi sono già grandissimi traguardi che stiamo raggiungendo. Come importanza li metterei sullo stesso piano, come vincere il campionato di promozione. E questa importanza la sottolineamo nella maniera in qui stiamo vicino a queste dinamiche,  impegnando lo stadio per quanto possibile, e facendo svolgere le operazioni di servizio dai Consiglieri. E tutto ciò ci deve riempire di orgoglio.

Stefano Pozzi

 

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